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	<title>Patrizio Paoletti</title>
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		<title>Doppio appuntamento per Patrizio Paoletti in Israele</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 15:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri mattina Patrizio Paoletti è intervenuto a Tel Aviv alla conferenza “Inner Design Technology and The Proactive Brain” all’Università Bar Ilan presso il Gonda Multidisciplinary Brain Center. Hanno preso parte all’incontro anche il direttore del Gonda Centre Moshe Bar e la ricercatrice della Fondazione Patrizio Paoletti (FPP) Tal Dotan Ben Soussan.
Tema principale della conferenza neuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/05/paoletti_Israele.jpg"><img class="size-full wp-image-800 alignleft" title="paoletti_Israele" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/05/paoletti_Israele.jpg" alt="" width="247" height="164" /></a>Ieri mattina Patrizio Paoletti è intervenuto a Tel Aviv alla conferenza “Inner Design Technology and The Proactive Brain” all’Università Bar Ilan presso il Gonda Multidisciplinary Brain Center. Hanno preso parte all’incontro anche il direttore del Gonda Centre Moshe Bar e la ricercatrice della Fondazione Patrizio Paoletti (FPP) Tal Dotan Ben Soussan.</p>
<p>Tema principale della conferenza neuro scientifica è stata una ricerca internazionale che ha dimostrato come <strong>alcuni movimenti del corpo potenzierebbero le capacità cerebrali dell’uomo, aumentando la creatività e la capacità di problem solving, indipendentemente dell’età. Lo studio,</strong> pubblicato sulla rivista Plos One, è stato condotto da  ricercatori provenienti da alcune delle Università più prestigiose del mondo ed è nato dall’intuizione della Fondazione Patrizio Paoletti.</p>
<p>La ricerca, che ha richiesto oltre 43.536 ore di lavoro, ha dimostrato che gli emisferi del cervello possono essere messi in una più efficace cooperazione tra loro grazie ad alcuni specifici movimenti che si possono eseguire nella vita di tutti i giorni. “Il Quadrex è la piattaforma tecnologica che consente l’applicazione quotidiana di questa importante scoperta”, afferma Patrizio Paoletti, che in serata ha inoltre presenziato l’evento  ‘21 Riflessioni sulla Gratitudine’. C’è stata grande attesa anche a Tel Aviv per un appuntamento che ha visto in sala 500 persone presenti. In terra israeliana, il messaggio di gratitudine di Patrizio Paoletti ha contribuito, più che altrove, ad alimentare la cultura della pace.</p>
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		<title>Prosegue l’International Tour di Patrizio Paoletti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sold out per i primi tre appuntamenti di 21 riflessioni sulla Gratitudine
Oltre 2.500 persone hanno preso parte alle prime tre tappe del tour internazionale di Patrizio Paoletti ’21 riflessioni sulla Gratitudine’. Le porte si sono aperte lo scorso 17 aprile a Milano presso l’Atahotel Quark; il giorno seguente è stata la volta di Roma presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/05/gratitudine3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-796" title="gratitudine3" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/05/gratitudine3.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a>Sold out per i primi tre appuntamenti di 21 riflessioni sulla Gratitudine</em></p>
<p>Oltre 2.500 persone hanno preso parte alle prime tre tappe del tour internazionale di Patrizio Paoletti ’21 riflessioni sulla Gratitudine’. Le porte si sono aperte lo scorso 17 aprile a Milano presso l’Atahotel Quark; il giorno seguente è stata la volta di Roma presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza. Il 15 maggio il tour ha toccato la città di Padova presso la Sala dei Giganti della Facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi.</p>
<p>Protagonista Patrizio Paoletti che ha portato in sala le sue ‘21 riflessioni sulla gratitudine’.<br />
Messaggi profondi che sono giunti ai tanti ospiti presenti. La prima tappa, tenutasi a Milano, ha dato il via al tour con 1200 ospiti in sala di ogni età, professione, estrazione sociale. Sold out anche la seconda tappa il 19 aprile nella Capitale con 800 ospiti e la terza con 500 presenti a Padova.</p>
<p>Il prossimo step, al di là dei confini italiani, vedrà Patrizio Paoletti a Tel Aviv il 23 maggio. Il tour proseguirà il 5 giugno a Locarno e il 12 giugno a Catanzaro.</p>
<p>‘21 Riflessioni sulla gratitudine’, stimola una profonda interrogazione per conoscere meglio se stessi, scoprirsi, riprendere fiducia sul presente e sul futuro. Ventuno passi per rileggere meglio cosa sta accadendo nel mondo in continuo divenire. Con l’obiettivo di tener vivo il senso di riconoscenza proprio quando tutto spinge a recriminare gli errori, le colpe altrui.</p>
<p>Gratitudine è amore per la vita stessa, “focus sulle giuste priorità e la più grande è saper stare con se stessi”, dice Paoletti in testa e coda ad ogni incontro.</p>
<p>L’entusiasmo dei partecipanti si esplica nelle tante testimonianze profonde giunte in seguito all’evento. Queste le parole di un ospite: “Ieri sera è stata una grande festa , la sala era piena, le persone erano felici, c’era nei loro occhi una luce di indagine e di nuove domande che brillava”.</p>
<p>21 passi di riflessione sulla gratitudine come chiave per interrogarsi sulla vita.</p>
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		<title>21 Riflessioni sulla Gratitudine: il tour internazionale di Patrizio Paoletti</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[

Chi è l’uomo? Qual è il suo compito in questo tempo? A cosa deve far riferimento? Cosa può e quindi deve impegnarsi a realizzare? Tanti gli interrogativi che aleggiano su questo essere capace e intelligente su cui Patrizio Paoletti,pensatore eclettico e innovativo, ci aiuta a riflettere in questo particolare momento storico. 
“21 riflessioni sulla gratitudine” [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 9.0pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; background: white;"><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/04/Perdono__Gratitudine_compassione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-785" title="Perdono__Gratitudine_compassione" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/04/Perdono__Gratitudine_compassione-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a>Chi è l’uomo? Qual è il suo compito in questo tempo? A cosa deve far riferimento? Cosa può e quindi deve impegnarsi a realizzare? Tanti gli interrogativi che aleggiano su questo essere capace e intelligente su cui<span class="apple-converted-space"> </span><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Patrizio Paoletti,</span></strong>pensatore eclettico e innovativo, ci aiuta a riflettere in questo particolare momento storico.<span class="apple-converted-space"> </span></span><span style="font-size: 9.0pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"></p>
<p><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; background: white;">“21 riflessioni sulla gratitudine”</span></strong><span class="apple-converted-space"><span style="background: white;"> </span></span><span style="background: white;">è il titolo di un percorso che vedrà Patrizio Paoletti protagonista indiscusso di un<span class="apple-converted-space"> </span><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">tour internazionale</span></strong><span class="apple-converted-space"> </span>che ha già raggiunto le città di Milano e Roma e che ora farà tappa il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">15 maggio</strong> a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Padova</strong>, il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">23 maggio</strong> a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tel Aviv</strong>, il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">5 giugno</strong> a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Locarno</strong>, il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">12 giugno</strong> a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Catanzaro</strong> e il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">18 settembre</strong> a <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bruxelles</strong>.</span><br />
<strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; background: white;">“21 riflessioni sulla gratitudine”</span></strong><span class="apple-converted-space"><span style="background: white;"> </span></span><span style="background: white;">è un’iniziativa che permette di riflettere per conoscere se stessi, scoprire le proprie possibilità e allenarsi per sviluppare nuove funzioni.<span class="apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span style="background: white;">21 riflessioni come i<span class="apple-converted-space"> </span><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">21 passi</span></strong><span class="apple-converted-space"> </span>da compiere per ripensare meglio a se stessi, individuare un obiettivo e tentare di portarlo a termine sul cammino della<span class="apple-converted-space"> </span><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">gratitudine</span></strong>, intesa come amore per la vita stessa e dunque come capacità di godere dell’essenziale. “La gratitudine è capacità di essere nelle giuste priorità, la più grande priorità dell’uomo è stare con se stesso”, queste le parole di Patrizio Paoletti.</span></p>
<p><span style="background: white;">Un incontro che avrà come linee guida quelle menzionate nel volume<span class="apple-converted-space"> </span><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">“<a href="http://www.edizioni3p.it/joomla/component/virtuemart/?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=120&amp;category_id=13">Perdono, Gratitudine, Compassione</a>”</span></strong><span class="apple-converted-space"> </span>della casa editrice<span class="apple-converted-space"> </span><strong><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Edizioni 3P</span></strong><span class="apple-converted-space"><strong> </strong></span>e scritto da Patrizio Paoletti. Un testo che permette di scoprire la possibilità di lasciare quel peso opprimente che deriva dal non perdonarci e perdonare per i torti che sentiamo o che spesso immaginiamo. Un libro che ci rende grati e sensibili al dono che riceviamo ogni attimo dalla nostra esistenza.<span class="apple-converted-space"> </span></span><br style="mso-special-character: line-break;" /> <br style="mso-special-character: line-break;" /> </span></p>
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		<title>Patrizio Paoletti interviene alla First International Conference on Mindfulness di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.patriziopaoletti.it/?p=779</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 9 maggio 2013 Patrizio Paoletti interviene alla First International Conference on Mindfulness, promossa dall’American Health &#38; Wellness Institute¹ (AHWI) e dall’Università La Sapienza di Roma.
È il primo appuntamento scientifico di rilevanza internazionale che si occupa di mindfulness² e che raccoglie le più attuali e future direzioni di ricerca multidisciplinare e le applicazioni terapeutiche nell&#8217;ambito della formazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/04/first_international_conference.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-780" title="first_international_conference" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/04/first_international_conference.jpg" alt="" width="305" height="225" /></a>Giovedì 9 maggio 2013 <strong>Patrizio Paoletti interviene alla First International Conference on Mindfulness</strong>, promossa dall’American Health &amp; Wellness Institute¹ (AHWI) e dall’Università La Sapienza di Roma.</p>
<p>È il primo appuntamento scientifico di rilevanza internazionale che si occupa di <strong>mindfulness²</strong> e che raccoglie le più attuali e future direzioni di ricerca multidisciplinare e le applicazioni terapeutiche nell&#8217;ambito della formazione mentale e del benessere.<br />
Patrizio Paoletti è stato invitato per presentare i risultati e i futuri sviluppi della ricerca scientifica internazionale sul <strong>Quadrato Motor Training³ </strong>(QMT), uno studio nato dall’intuizione dello stesso Paoletti e condotto dai ricercatori della “Bar Ilan University” (Israele), pubblicato sulla rivista Plos One (<a href="http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0055023" target="_blank">leggi l’articolo</a>) e oggi oggetto di indagine da parte del “Istituto di biologia e patologia molecolari” (IBPM) del CNR e del “Dipartimento di biologia e biotecnologia” dell’Università La Sapienza di Roma.</p>
<p>Leggi l’abstract dell’intervento: <a href="http://www.fondazionepatriziopaoletti.org/uploads/files/Neuroplasticity_QMTTraining.pdf" target="_blank">&#8220;Neuroplasicity following QMT: neuronal and educational perspectives”</a> (inglese).</p>
<p>Insieme a Paoletti, approfondiscono le prospettive di sviluppo di questa ricerca la <strong>dott.ssa Tal Dotan Ben-Soussan </strong>del Laboratorio di neurofisiologia cognitiva della Fondazione Patrizio Paoletti, il <strong>prof. Filippo Carducci </strong>del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’Università La Sapienza di Roma, e la <strong>dott.ssa Sabrina Venditti </strong>del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie &#8220;C. Darwin&#8221; dell’Università La Sapienza di Roma.</p>
<p><em>¹ L’American Health &amp; Wellness Institute (AHWI) è un’associazione di ricercatori statunitensi che promuovono la salute e il miglioramento della qualità della vita dell’uomo tramite concetti legati alla mindfulness.</em></p>
<p><em>² La mindfulness, la nostra “tecnologia interiore”, è la capacità di prestare attenzione momento per momento alla nostra esperienza di vita, per imparare a conoscere meglio le nostre sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni sociali. Il fine ultimo è quello di diventare capaci di sfruttare al meglio le nostre risorse, così importanti per gli altri e per il mondo che ci circonda. In oltre 10 anni di ricerca neuroscientifica e psicopedagogica, la Fondazione Patrizio Paoletti si è specializzata proprio nello sviluppo di tecnologie interiori, applicandole all’infanzia e alle relazioni d’aiuto, e oggi porta il suo contributo alla prima conferenza internazionale sul tema. </em><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></em><em>³ La ricerca sul QMT, la tecnica di motor training ideata da Paoletti, ha dimostrato che alcuni movimenti del corpo potenzierebbero le capacità cerebrali dell’uomo, aumentando la creatività e la capacità di problem solving indipendentemente dell’età. Questo risultato può avere importanti implicazioni sia in ambito educativo, con un potenziale impiego del QMT nella scuola a supporto dell’apprendimento e dello sviluppo della creatività dei bambini, che in ambito medico. Fondazione Paoletti, infatti, ha già avviato ulteriori studi su “Quadrato Motor Training”, in collaborazione con prestigiosi Enti e Università italiane, per indagare gli effetti positivi che potrebbe generare in persone affette da declino cognitivo lieve o da disturbi dell’apprendimento come la dislessia.</em></p>
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		<title>Saperi eccellenti e ‘sette’ necessità dell’educazione del futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 09:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi piace qualche volta paragonare l’operazione culturale e pedagogica che mettiamo in campo con “21 Minuti, i saperi dell’eccellenza” (www.21min.org) a quello che Dante, il nostro Sommo Poeta, fece col Convivio. L’idea di mettere i saperi eccellenti a disposizione di tanti che avrebbero avuto difficoltà ad accedervi.
Il Convivio si apre citando Aristotele che afferma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/04/saperi_eccellenti.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-776" title="saperi_eccellenti" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/04/saperi_eccellenti-682x1024.jpg" alt="" width="228" height="340" /></a>Mi piace qualche volta paragonare l’operazione culturale e pedagogica che mettiamo in campo con “21 Minuti, i saperi dell’eccellenza” (www.21min.org) a quello che Dante, il nostro Sommo Poeta, fece col Convivio. L’idea di mettere i saperi eccellenti a disposizione di tanti che avrebbero avuto difficoltà ad accedervi.</p>
<p>Il Convivio si apre citando Aristotele che afferma che “naturalmente gli uomini desiderano di sapere”, un’affermazione che qualche tempo dopo sarà ripresa da Leonardo da Vinci con: “Naturalmente li omini boni desiderano di sapere”. Con l’aggiunta dell’aggettivo “boni” Leonardo puntualizza qualche cosa di molto importante che lo stesso Dante precisava nel primo trattato del Convivio, cioè l’idea che se pure tutti gli uomini naturalmente desiderano il sapere, non tutti poi hanno a loro disposizione le condizioni interiori ed esteriori per dedicarvisi.<br />
Dante si pose come mediatore tra la tavola imbandita dei sapienti e i tanti che, dedicandosi alla “vita attiva” e non conoscendo magari il latino, non avrebbero potuto avere accesso a quegli studi e, raccogliendo le briciole della mensa eccellente, imbandisce un convivio per coloro che desiderano un miglior sapere, con un intento divulgativo nuovo per un’epoca che in sé rappresenta il vertice della cultura medievale e già il presagio di un tempo a venire.</p>
<p>Oggi come allora è indispensabile fornire strumenti di organizzazione del sapere, scacchiere rappresentazionali che consentano di organizzare e connettere tra loro forme diverse. In “21 Minuti, i saperi dell’eccellenza” lo schema di acquisizione dei contenuti che propongo ai partecipanti è essenzialmente F.A.S.E., filosofia, arte, scienza ed economia, il percorso dello sviluppo umano, che inizia da una visione, a partire dalla quale creare intuizioni, verificarle empiricamente e quindi farne modalità di scambio. Dante avrebbe detto, nel linguaggio del Convivio, che occorre occuparsi delle diverse “sette” del sapere, quelle che sinteticamente descrive come “la setta de li stoici, la setta de li epicurei e la setta de li peripatetici”.<span id="more-775"></span></p>
<p>È stato evidenziato dagli studiosi l’atteggiamento neutro e non giudicante del Sommo Poeta verso le tre sette, a differenza di quanto avverrà poi nella Commedia. Nel Convivio Dante sta compiendo una diversa operazione, organizzando i saperi per orientare il lettore ad una finalità specifica, arrivando ad intendere ogni setta come rappresentata da una Maria delle tre che vanno al sepolcro e non trovano Gesù, poiché compiono l’errore di cercare in basso, nella terra, ciò che è al di là di essa.</p>
<p>Oggi è per noi più che mai chiaro come i saperi differenti siano tutti necessari a comporre una diversa unità, stiamo comprendendo, già con pensatori della levatura di Edgar Morin e i suoi sette saperi necessari all’educazione del futuro, la necessità di ricomporre l’eccessiva specializzazione in visioni più complesse ed unitarie, che ci consentano un approccio<br />
maggiormente sostenibile alle problematiche del nostro tempo. Se è vero che oggi le “sette” si sono più che mai moltiplicate e sarebbe difficile ricondurle a tre sole categorie come faceva<br />
Dante, è altrettanto vero che in quest’epoca in cui le ideologie hanno mostrato la propria fallibilità, siamo più che mai pronti per tornare a noi stessi e alla nostra capacità di esseri<br />
umani in quanto tali, capaci di relativizzare i punti di vista, per mantenerci costantemente flessibili e capaci di integrazione.</p>
<p>Proprio ai sette saperi individuati da Morin come necessari per l’educazione del futuro, che considero un ottimo punto di partenza ed un eccezionale contributo, potremmo rifarci per definire gli obiettivi a cui dobbiamo tendere come uomini e donne del terzo millennio.</p>
<p>Il primo dei sette saperi è il sapere sul sapere stesso, la necessità di definire cosa sia conoscere e come individuare gli errori e le illusioni connesse al processo di acquisizione del sapere. Oggi noi parliamo con facilità di plagio e truffa nell’informazione, vivendo in un mondo in cui la moltiplicazione esponenziale delle fonti e dei mezzi di conoscenza ha reso difficile la verifica, cosicché torna con grande forza alla ribalta la necessità del così detto factchecking.<br />
Ma, in questo come molti altri casi, agire sul processo educativo è ciò che davvero si rivela risolutivo nel generare un cambiamento duraturo. Nei miei corsi parlo di sistema R.A.D.R.O. finalizzato alla gestione del sapere: riconoscere, acquisire, differenziare, raggruppare ed infine organizzare il sapere. Il punto di partenza, oggi troppo spesso trascurato, è la capacità di riconoscere il sapere, abilità data per scontata da tutti noi, ma di fatto poco diffusa e frequentemente fraintesa.</p>
<p>Riconoscere ciò che davvero è sapere, dato verificato o verificabile, è qualche cosa che richiede uno specifico allenamento, un’educazione consapevole dei processi interni, che si avvalga delle scoperte neuro-scientifiche per comprendere in che modo il nostro cervello processi i dati. La capacità di cogliere problemi globali e fondamentali, ricongiungendo tra loro le parti col tutto, gli aspetti particolari con la cornice generale, è il secondo dei sette saperi individuati dal sociologo francese.<br />
“21 Minuti” mira a stimolare questo processo attraverso l’accostamento di saperi eccellenti di ambito differente, ed è significativo che un grande neuro scienziato del nostro tempo come Mike<br />
Gazzaniga, quando partecipò come mio ospite nel 2009, abbia affermato che “21 Minuti” è un bell’esempio dell’università che in futuro dovremmo volere per i nostri figli. Tema che si riallaccia al successivo dei sette saperi, quello relativo all’unità complessa della condizione umana, che assomma in sé aspetti, caratteristiche, funzioni differenti e spesso contrastanti nell’individuo.</p>
<p>Porre nuovamente l’uomo al centro, vuol dire considerare la complessità dei saperi in relazione alla complessità dell’uomo che ne beneficia e considerarli in relazione alla priorità da accordare alla nostra specie ed alle sue aspirazioni. È proprio questa consapevolezza di specie che ci conduce alla necessità di una consapevolezza planetaria,permettendoci di assumere il ruolo di “pilota della navicella spaziale” che è la Terra.</p>
<p>Un’umanità inconsapevole del proprio ruolo e delle responsabilità che questo comporta, inevitabilmente non potrà stabilire corrette priorità per se stessa. Le ricadute dirette sulla<br />
dimensione ambientale ed economica sono evidenti guardando ai fatti di questi anni, che a loro volta sollecitano con forza il bisogno del quinto dei sette saperi, quello relativo all’incertezza.</p>
<p>L’uomo, infatti, ha necessità di accogliere l’incertezza della propria condizione, la relatività della propria capacità, poiché un’errata attribuzione di capacità produce un effetto paralizzante sul nostro agire, laddove un’immagine falsata di noi stessi e del nostro sviluppo produce una sorta di “delirio di onnipotenza”, nutrito dall’illusione che non vi sia problema dal momento che non se ne ha consapevolezza. Cosa ci occorre allora?<br />
Una nuova comprensione, come affermato da Morin, certamente l’individuazione della comprensione come mezzo e fine della comunicazione umana; ma questa comunicazione non può essere correttamente compresa se non viene correttamente declinata nei suoi tre aspetti fondamentali della sollecitazione che ci raggiunge dall’esterno e deve poi essere elaborata interiormente, attraverso un profondo colloquio interpersonale, quindi vederci capaci di risposta innovativa.</p>
<p>Tecnicamente parliamo di comunicazione esterna-interna; interna-interna; ed interna-esterna. Ci è indispensabile focalizzare la nostra attenzione sulla comprensione di noi stessi e della nostra comunicazione interna, del nostro mondo interiore, se vogliamo orientare il nostro agire. Il mondo esteriore, infatti, è frutto della dimensione interiore e non possiamo che rispecchiarci in esso.</p>
<p>Questo non significa che si debba occuparsi esclusivamente di interiorità, quanto piuttosto, come definito dall’ultimo dei sette saperi, dell’etica dell’essere umano come essere ternario composto dalle dimensioni individuo-specie-società o, potremmo dire con ancora maggior precisione io-noi-altro da noi.</p>
<p>La nostra fondamentale esigenza, oggi, è produrre quella visione unitaria fondata sull’essere umano che dia ragione e orientamento delle tante “sette” dantesche, come espressione delle tendenze<br />
dell’uomo per quanto differenti tutte accomunate e riconducibili ad una maggiore aspirazione, a qualche cosa che in noi superi noi stessi, in un ininterrotto processo evolutivo.</p>
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		<title>Le parole del cambiamento: INNER DESIGN TECHNOLOGY</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 05:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[
Queste le parole di Patrizio Paoletti, presidente di Fondazione Paoletti e chairman di “21minuti – I saperi dell’Eccellenza”. 
In occasione dell&#8217;apertura della quarta edizione della conference annuale, Paoletti ha lanciato ai suoi ospiti uno speciale invito per riscoprire le proprie potenzialità, indagando il proprio mondo interiore: pensieri, emozioni e aspirazioni profonde, reali strutture sinergiche per il cambiamento.
Neuroscienze, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/02/Paoletti.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-773" title="Paoletti" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/02/Paoletti.jpeg" alt="" width="170" height="104" /></a></p>
<p>Queste le parole di Patrizio Paoletti, presidente di Fondazione Paoletti e chairman di <strong>“21minuti – I saperi dell’Eccellenza”. </strong></p>
<p>In occasione dell&#8217;apertura della quarta edizione della conference annuale, Paoletti ha lanciato ai suoi ospiti uno speciale invito per riscoprire le proprie potenzialità, indagando il proprio mondo interiore: pensieri, emozioni e aspirazioni profonde, reali strutture sinergiche per il cambiamento.</p>
<p>Neuroscienze, biotecnologie, innovazione, impresa sociale, design, filosofia e arte si fondono per darci l&#8217;occasione di ripensare noi stessi. In un momento così delicato per il nostro Paese e per l&#8217;Europa tutta, è più che mai necessario guardare criticamente a se stessi, muovendosi verso un futuro sostenibile.</p>
<p>“21minuti è una struttura sinergica che ci aiuta a capire come accadono le cose fuori di noi e come cambiarle. Per farlo indaghiamo i nostri pensieri, le nostre emozioni e sopratutto le nostre aspirazioni più intime. L&#8217;obiettivo è prefigurare un futuro sostenibile per andare al di là della crisi, del nostro modo di conoscere. 21Minuti inizia così il suo viaggio dalle parole, dalla capacità di comunicare, cioè di rappresentare se stessi e il mondo che si desidera.</p>
<p>Il linguaggio è uno strumento meraviglioso, abbiamo parole che rappresentano e che sospendono il tempo, come ad esempio “infinito”. E&#8217; per questo che riusciamo a prefigurare il futuro: un&#8217;abilità che è molto più che immaginare.</p>
<p>Prefigurare significa associare le immagini del passato e del presente ad un percorso di realizzazione e di soddisfazione fatto di sostenibilità. Io posso quindi sono. Siamo capaci di sentire e di percepire la possibilità, è questo che ci spinge a realizzare i nostri sogni e ad essere responsabili delle nostre scelte.</p>
<p>Con 21Minuti ci stiamo muovendo per conoscere meglio il nostro mondo interiore, e su quest&#8217;indagine è necessario investire per diventare consapevoli che il tempo non è infinito, ma piuttosto un limite che ci fa abbattere i limiti.</p>
<p>21Minuti esiste perché i nostri prestigiosi ospiti possano esporre il lavoro della loro vita in modo da stimolare il benessere dell’insieme. 21Minuti non è solo una conference annuale, ma è una struttura sinergica per il cambiamento.</p>
<p>Il filo conduttore di questa struttura è il concetto di <strong>Inner Design Technology</strong>, inteso come modellamento di se stessi, una capacità tutta umana che ci permette di plasmarci e di avvicinarci al nostro ideale. Autodeterminarsi, mediante un processo di apprendimento continuo, ci permette di muovere i primi passi verso due imperativi oggi irrinunciabili: il rispetto e la coesistenza.</p>
<p>L&#8217;uomo esiste in quello spazio tra sollecitazione e risposta, in quel momento che chiamiamo consapevolezza, che è l&#8217;origine della coesistenza. In questo momento è questa la risposta evolutiva di cui abbiamo bisogno.&#8221;</p>
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		<title>Pedagogia per il Terzo Millennio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 05:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Pedagogia per il Terzo Millennio® (acronimo PTM) è il metodo pedagogico sviluppato da Patrizio Paoletti,  che intreccia la pedagogia classica con altre discipline come la filosofia, la psicologia, la sociologia e le neuroscienze.
La ricerca scientifica ha dimostrato che la mente mantiene la sua capacità di imparare in tutte le età della vita e se, costantemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/01/Ptm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-769" title="Ptm" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2013/01/Ptm.jpg" alt="" width="170" height="169" /></a>Pedagogia per il Terzo Millennio® (acronimo PTM) è il metodo pedagogico sviluppato da Patrizio Paoletti,  che intreccia la pedagogia classica con altre discipline come la filosofia, la psicologia, la sociologia e le neuroscienze.</p>
<p>La ricerca scientifica ha dimostrato che la mente mantiene la sua capacità di imparare in tutte le età della vita e se, costantemente sollecitata e utilizzata, non muta nella possibilità di trasformarsi e apprendere. La PTM® è finalizzata all’eccellenza, un processo volto a favorire le condizioni che possono fare la differenza nella vita, trasformando il processo educativo in un’appassionante ricerca. L’eccellenza<strong> </strong>si configura come un processo a tendere, come la ricerca di quelle condizioni che, se sottoposte a verifica quotidiana, possono modificare in modo positivo l’esistenza.</p>
<p>Il principio alla base della PTM è “educarsi per educare”, cioè ispirare un’attitudine che sostiene  il processo auto-educativo, percorso fondamentale per ogni educatore e per ogni uomo. Per educarsi ad educare l’umanità del terzo millennio ha la necessità di riorganizzare il suo sapere e di coltivare una conoscenza che sia supporto ad un agire rispettoso, etico e sostenibile.</p>
<p>La  PTM® è oggi applicata in molti progetti assistenziali, educativi e formativi, nazionali ed internazionali.</p>
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		<title>Rischio povertà in Italia al 29,9%. Sinergie per l’accoglienza a Milano e Parma</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 06:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondazione Patrizio Paoletti, in sinergia con Fondazione Arca, Milano in Azione, Pane e Vita e Medici Senza Frontiere, ha presentato lo scorso 18 dicembre a Milano il programma assistenziale che garantisce 100.000 pasti e 90 nuovi posti letto ad adulti e famiglie senza dimora e in stato di indigenza nelle città di Milano e Parma.
Queste le parole di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2012/12/rischio_povertà.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-766" title="rischio_povertà" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2012/12/rischio_povertà.jpeg" alt="" width="170" height="150" /></a>Fondazione Patrizio Paoletti, in sinergia con Fondazione Arca, Milano in Azione, Pane e Vita e Medici Senza Frontiere, ha presentato lo scorso 18 dicembre a Milano il programma assistenziale che garantisce 100.000 pasti e 90 nuovi posti letto ad adulti e famiglie senza dimora e in stato di indigenza nelle città di Milano e Parma.</p>
<p>Queste le parole di Patrizio Paoletti: “Recentemente la Fondazione Paoletti ha lanciato la campagna 1 Milione di Pasti per far fronte alla drammatica emergenza determinata dalle nuove povertà, dalla perdita di posti di lavoro e dal crescente disagio sociale. Quasi un quarto degli italiani è a rischio povertà e quasi un bambino su quattro è minacciato dall’indigenza. Lì dove c&#8217;è la possibilità bisogna sostenere, in Italia come all’estero. Per questo la nostra Fondazione, in collaborazione con altri enti, ha deciso di dedicare una considerevole parte del suo programma alimentare e delle sue energie all’Italia”.</p>
<p>È  da poco stato pubblicato il rapporto sulla coesione sociale, da cui emerge che in Italia il rischio povertà o esclusione ha raggiunto quasi il 30%: l’indicatore sintetico &#8216;Europa 2020&#8242; è cresciuto dal 26,3% del 2010 al 29,9% del 2011. La variazione negativa di 3,3 punti percentuali è la più elevata registrata nei Paesi Ue.</p>
<p>Nel 2011, le famiglie in condizione di povertà relativa sono state in Italia 2 milioni 782 mila(l&#8217;11,1% delle famiglie residenti), corrispondenti a 8 milioni 173 mila individui, il 13,6% dell&#8217;intera popolazione. Nel corso degli anni, la condizione di povertà è peggiorata per le famiglie numerose, con figli, soprattutto se minori. Un Paese con 8 milioni di poveri, contratti di lavoro instabili, scarsa mobilità sociale, in cui un pensionato su due vive con meno di mille euro al mese, vede oggi disgregare la sua coesione sociale e sorgere nuove povertà. Alla base di questo problema sociale gigantesco ci sono sempre loro, i senzatetto e le persone in povertà assoluta che, prive di dimora e della garanzia dei diritti fondamentali, lottano ogni giorno per sopravvivere.</p>
<p>Con l’iniziativa di Milano e Parma, che s’inquadra nel programma “Un Milione di Pasti” e supporta il Piano Anti Freddo del Comune di Milano, Fondazione Paoletti si pone l’obiettivo di contribuire affinché povertà, disagio e tensioni sociali siano prontamente affrontate e contenute.</p>
<p>Fino alla fine di gennaio Fondazione Paoletti fornirà 100.000 pasti ai senzatetto nella ex-scuola di via Aldini 72 ristrutturata in 4 giorni e inaugurata questa mattina a Milano, e con unità di strada a Parma. Nel centro di via Aldini (2500 mq) i senzatetto potranno anche usufruire di una biblioteca-ludoteca, di una mensa, di una sala tv e di uno spazio riservato all&#8217;assistenza medica per chi esce da un pronto soccorso o per chi è affetto da patologie “da strada”.</p>
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		<title>Le parole di Patrizio Paoletti a 21minuti 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 04:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Queste le parole con cui Patrizio Paoletti, chairman e ideatore di 21minuti – I saperi dell’Eccellenza, ha dato il via alla quarta edizione di 21minuti dal palco del teatro Pavone di Perugia:
“21minuti vuole capire come accadono le cose fuori di noi e come fare a cambiarle, indagando i nostri pensieri, le aspirazione più intime. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2012/12/paoletti_21min_2.jpg"><img class="size-large wp-image-762 alignleft" title="paoletti_21min_2" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2012/12/paoletti_21min_2-682x1024.jpg" alt="" width="267" height="399" /></a>Queste le parole con cui <strong>Patrizio Paoletti</strong>, chairman e ideatore di <strong>21minuti – I saperi</strong> <strong>dell’Eccellenza</strong>, ha dato il via alla quarta edizione di 21minuti dal palco del teatro Pavone di Perugia:</p>
<p>“<strong>21minuti</strong> vuole capire come accadono le cose fuori di noi e come fare a cambiarle, indagando i nostri pensieri, le aspirazione più intime. Nel linguaggio abbiamo parole che rappresentano l’assenza di tempo, come “infinito”. Per questo possiamo prefigurare il futuro. E più che immaginare, è associare le immagini del mondo ai passi di un percorso di realizzazione del successo. <strong>Posso quindi sono</strong>.</p>
<p>Siamo capaci di sentire e questo ci spinge a volere e a essere responsabili delle nostre scelte. È una cosa sulla quale è necessario investire: la consapevolezza che il  tempo non è infinito, è il limite che ci fa abbattere i limiti.</p>
<p>Da questo palco, ventuno ospiti presenteranno il lavoro della loro vita in modo da stimolare benessere per l’insieme. Il filo conduttore sarà il concetto di <strong>Inner Design Technology,</strong> inteso come modellamento di se stessi, che ci permette di plasmarci dentro. Tutto ciò per essere capaci, migliori e per autodeterminarsi. L’<strong>Eccellenza</strong>, interpretata come modello a tendere, ci spingerà ad essere e a mostrarci forti. Siamo ciò che possiamo divenire. Tutte le volte che siamo capaci di cogliere il rispetto, la coesistenza diventa l’imperativo irrinunciabile.</p>
<p>Siamo quello spazio che c’è tra la sollecitazione e la risposta, cioè la <strong>consapevolezza</strong>. Questa è la risposta evolutiva di cui abbiamo bisogno che deve poter essere rielaborata. Sul palco di <strong>21minuti</strong> saliranno uomini più capaci di altri. Loro saranno in grado di farci comprendere che bisogna  interpretare <strong>l’idea di vita come un ‘vincere’</strong>. Dobbiamo ‘resistere’ alla nostra pace violenta e ‘arrenderci’ a quella parte di noi che ci vede capaci di gestirci”.</p>
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		<title>Inner DesignTechnology: rispondere in tempo reale al cambiamento.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 04:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizio Paoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Paoletti a “Più libri più liberi” di Roma

 
“Mi auguro che presto nelle classi accademiche di ogni livello e grado venga inserita una nuova materia: la neuropsicopedagogia didattica, che ponga al centro del suo insegnamento la scoperta e la pratica del mondo interiore dell’uomo. Solo la conoscenza delle nostre istanze più intime può permetterci di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Paoletti a “Più libri più liberi” di Roma</strong></em><br />
<em><strong><a href="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2012/12/inner_design_technology.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-758" title="inner_design_technology" src="http://www.patriziopaoletti.it/wp-content/uploads/2012/12/inner_design_technology.jpg" alt="" width="484" height="269" /></a></strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“Mi auguro che presto nelle classi accademiche di ogni livello e grado venga inserita una nuova materia: la neuropsicopedagogia didattica, che ponga al centro del suo insegnamento la scoperta e la pratica del mondo interiore dell’uomo. Solo la conoscenza delle nostre istanze più intime può permetterci di cambiare nel mondo che cambia, di adattarci e contribuire al cambiamento stesso”</em>. Con queste parole <strong>Patrizio Paoletti,</strong><strong> </strong>presidente dell’omonima Fondazione, ha concluso oggi la <strong>presentazione del suo libro “21 minuti – I saperi dell’eccellenza” a “Più Libri più Liberi”</strong>, storico evento nazionale della piccola e media editoria.<br />
Secondo Paoletti, l’uomo non può rinunciare alla sua linea evolutiva, che da <em>homo sapiens</em> lo chiama a diventare <em>homo sapiens verus </em>(Margriet Sitskorn, ospite a 21 minuti 2012), capace di sfruttare appieno i suoi lobi prefrontali. L&#8217;uomo non può rinunciare alle sue capacità più intime e profonde, risorse <em>“che oggi sono importanti, ma domani saranno fondamentali”</em>. <strong>Velocità adattativa, flessibilità, capacità di rispondere in tempo reale al cambiamento</strong><strong> </strong>sono le caratteristiche che<strong> </strong>ci rendono ciò che siamo e ciò che saremo.<br />
<em>“Non è sufficiente, come abbiamo fatto al World Forum for Child Welfare di Napoli una settimana fa</em><em> </em><em>– ha </em>affermato Paoletti<em> &#8211; </em><em>ricordare alle Nazioni Unite che i primi campi in cui è necessario investire oggi sono la lotta alla fame e l’educazione. Bisogna promuovere anche una Inner Design Technology: insegnare a leggere e scrivere è altrettanto importante quanto stimolare nei bambini una scoperta personale delle loro risorse interiori”.</em><em> </em><em><br />
</em><strong>Compito di ogni educatore</strong><strong> </strong>dunque, ha ribadito Paoletti, è quello di <strong>stimolare la capacità critica</strong>, la capacità di riflettere sulle cose, di osservare, di prestare attenzione, di indagare.  A questo tipo di <strong>educazione</strong>, che attinge dai più avanzati saperi delle neuroscienze, della psicologia e della pedagogia, segue <strong>l’eccellenza</strong>, il perseguire un modello a tendere. <em>“</em><em>Se conosciamo a fondo le nostre risorse interiori</em><em>– </em>ha detto Paoletti<em> – </em><em>saremo sempre capaci di migliorare noi stessi e rispondere prontamente al mondo in continuo cambiamento”</em><em>.</em><br />
Proprio la complessità del nostro mondo, tra <strong>tensioni sociali e crisi economico- valoriali</strong>, ci richiede di manifestare <strong>nuove abilità</strong>, un più alto livello di <strong>ascolto</strong> e nuove <strong>comprensioni</strong>, come riconoscere la <strong>ricchezza che c’è nella diversità</strong>.</p>
<p><strong>21 Minuti &#8211; I Saperi dell&#8217;Eccellenza</strong>, prima conference, poi testo di analisi di un mondo in cambiamento, nasce per <strong>accogliere questa sfida</strong>, approfondendo e valorizzando le idee più innovative e i contributi di personaggi eccellenti: Premi Nobel, scienziati, artisti, filosofi, economisti.</p>
<p>21 Minuti è uno sguardo attento ai <strong>modelli d&#8217;eccellenza</strong>, ha affermato Paoletti, progetti e persone che sono stati capaci di promuovere cambiamento e che  possono aiutarci ad avviare la nostra personale <strong>Inner Design Technology</strong>, in quel <em>“work in progress che è il vivere”</em><em>.</em></p>
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