Articoli marcati con tag ‘fondazione patrizio paoletti’

“Scenografie dell’Anima” all’Università della Basilicata

     

    matera

    Un bellissimo contributo quello che Paoletti ha tenuto ieri – 9 ottobre – per la lezione magistrale tenuta in occasione dell’Opening Conference della Cattedra Unesco “Paesaggi culturali del Mediterraneo e Comunità dei saperi”.

    La lectio, una delle quattro previste sui temi strategici per la Cattedra UNESCO, delinea il percorso di ricerca e approfondimento della Fondazione nell’ambito della neuropsicopedagogia didattica: lo sviluppo umano verso i valori di convivenza pacifica e il dialogo, la necessità e la possibilità, attraverso approcci interdisciplinari, di costruire ambienti interni ed esterni capaci di risvegliare emozioni e pensieri connessi alle più profonde aspirazioni umane, presenti in ogni cultura.

    Lo speech dal titolo “Le scenografie dell’anima” ha toccato i temi che interessano da vicino la Cattedra: inclusione, condivisione di saperi, evoluzione, unità nella diversità.

    Paoletti ha fondato il suo intervento sui paesaggi culturali che non sono solo esterni, ma anche interni, perchè “è dalla conoscenza del nostro mondo interiore che si può ripartire per costruire un futuro di pace”.

    In un breve ma incisivo percorso, Paoletti ha voluto condividere un aspetto particolare di quella che è stata l’evoluzione della nostra specie che potremmo nominalizzare con una sintesi estrema contenuta dall’acronimo F.A.S.E..

    Paoletti ha ricordato che “abbiamo bisogno di una nuova Fase in grado di abbattere i muri,  in grado di creare all’interno dell’ambiente un contesto diverso da quello che fino ad oggi abbiamo generato”.

    L’arconimo che sta per filosofia, arte, scienza, economia ci indica la necessità dell’avvento di una nuova filosofia, una nuova arte, una nuova scienza e di una nuova economia. Queste 4 grandi aree dei saperi umani hanno guidato la nostra evoluzione da quando il nostro cervello è stato in grado di produrre quella speciale capacità che ci rende unici su questo pianeta che è la capacità di generare un pensiero astratto e attraverso di esso di produrre un’astrazione simbolica di senso attraverso la quale abbiamo immaginato di poter dare segnali del nostro mondo interiore al mondo che ci conteneva, che ci vedeva muoverci in esso.

    Paoletti ha chiuso l’incontro con un auspicio , quello di “vivere nell’ambiente come coloro che esprimono la volontà di colloquiare con esso, come coloro che esprimono la volontà di lasciare il segno della loro presenza, del loro passaggio, la comunicazione della loro volontà di condividere il divenire” scegliendo il futuro che si desidera vivere.

    All’università di Padova per parlare di Inclusione

      pd

      Il 5 ottobre durante la conferenza internazionale “Decent Work, Equity and Inclusion: Passwords for the Present and the Future” – realizzata dall’Università degli Studi di Padova in collaborazione con diversi partner internazionali – si è tenuto il simposio “Migliorare la qualità del lavoro nelle comunità: una ricerca interdisciplinare per crescere e far crescere” a cui la Fondazione Paoletti ha dato un importante contributo presentando una ricerca psicopedagogica, realizzata in partnership con la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università Sapienza di Roma nell’ambito della formazione degli operatori delle Organizzazioni No Profit che si occupano di servizi di accoglienza per minori a rischio marginalità sociale.

      Oltre a Tania Di Giuseppe, responsabile della ricerca psicopedagogica della Fondazione Paoletti; Elena Perolfi, responsabile del progetto Alta scuola di pedagogia per il terzo millennio; Grazia Serantoni, psicologa e ricercatrice dell’Università Sapienza di Roma; e Lara Sgobbi, responsabile dei servizi residenziali per minori di Fondazione Albero della Vita Onlus, è intervenuto portando un contributo personale Patrizio Paoletti.

      Paoletti ha sottolineato come questo evento abbia rappresentato un “importante momento di dialogo di un insieme su uno dei temi più importanti di questo momento storico della nostra struttura sociale: dobbiamo accettare una sfida oggi ed è la sfida dell’inclusione. L’inclusione non può che manifestarsi lì dove sorge una nuova comprensione, una nuova comprensione che non è il semplice prodotto di un lavoro individuale, ma è la  manifestazione di un contesto che genera all’interno della collettività che lo abita un moto: un moto proprio che va verso quel salto di consapevolezza che ci vede capaci di lasciare l’io a favore del noi e di – attraverso questo noi che si va a produrre  – incontrare l’altro da noi inteso come consapevolezza espansa che ci vede essere – come singoli – parte e – come parte – insieme”.

      Nell’ultimo giorno della conferenza è stato presentato inoltre un Manifesto per l’Inclusione, alla stesura del quale la Fondazione Paoletti ha contribuito in collaborazione con personalità di fama internazionale che si occupano di educazione, formazione continua, economia, counseling, ecc. L’idea alla base del contributo di Paoletti al Manifesto è che la crescita inclusiva e sostenibile non sia più solo un obiettivo auspicabile per il nostro futuro, ma una necessità stringente, perché ad essa è direttamente collegata la pace che deve iniziare innanzitutto “da noi stessi e dal nostro mondo interiore”. La capacità di essere inclusivi è “un processo neurologico. E’ la capacità del cervello umano di riorganizzare i dati in suo possesso con fini più alti di quelli personali, un processo inclusivo-selettivo che deve vedere l’altro, il diverso, in grado non solo di essere accolto, ma anche nutrito, al fine di essere reso libero nella sua capacità produttiva”.

       

      “Inner Design Technology an the Art of Meditation” all’Università Bar-Ilan

         

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        Paoletti ha tenuto una lezione dal titolo “Inner Design Technology an the Art of Meditation” presso l’Università Bar-Ilan di Tel Aviv il  9 settembre in cui ha inizialmente spiegato che il lavoro della sua Fondazione è incentrato su un’idea di base: “l’uomo che conosciamo oggi può ambire a diventare migliore, può ambire a rispondere in modo diverso alle domande che si pone, cambiando se stesso e, in questo modo, partecipare al cambiamento sociale”.

        Ed è per questo che la Fondazione è un ente che si pone il proposito di “produrre una ricerca neuro psicopedagogica al fine di creare una nuova didattica, un nuovo modo di trasferire il sapere, che non si riduca all’archiviazione ma allo sviluppo della dimensione cognitiva e della consapevolezza.”

        La lezione – attraverso esempi chiarificatori, del percorso neurologico che il cervello compie nel processo di apprendimento, passando da Leonardo da Vinci ad Escher – ha permesso ai partecipanti di comprendere quali siano i passaggi fondamentali per la creazione di un nuovo noi stessi: “noi siamo ciò che frequentiamo, ciò che frequentiamo modifica la struttura del nostro cervello. Il cervello è plastico e cambia in relazione a ciò che riceve, perciò oggi sappiamo – e anche la neuroscienza lo conferma – che è importante affermare una cultura del bello, buono, del vero e del giusto; una cultura  che ci veda capaci di produrre per l’umanità una nuova fase, una nuova idea filosofica in grado di ridisegnare noi stessi consentendoci di attribuire a noi stessi un vantaggio  migliorativo” possibile grazie ad un concetto molto semplice: l’allenamento.

        L’allenamento, spiega Paoletti,  è “concetto migliorativo perché comprende una valutazione di ciò che sono nell’istante in cui inizio e la prefigurazione di ciò che diventerò quando avrò finito: non è la semplice ripetizione di un movimento o il semplice richiamo ad una condizione interiore ma è la comprensione che ogni ripetizione porta in me una nuova capacità che renderà quella successiva migliore.”

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        Dal cuore delle Marche è partita Carovana 2017

          carovana2017

          Venerdì 21 luglio, dalla bellissima Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, è partita Carovana del Cuore, la più grande campagna di sensibilizzazione in Europa che fino a settembre con il suo camper di volontari di Fondazione Paoletti percorrerà i litorali italiani per promuovere la ricerca neuroscientifica e il diritto all’educazione, soprattutto nell’infanzia.

          La scelta di partire dalle Marche ha un grande valore simbolico per questa tredicesima edizione della Carovana, perché rappresenta il coronamento di un progetto – “Prefigurare il Futuro: metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità” – realizzato in questi mesi dal team di psicologi e formatori della Fondazione Paoletti proprio sul territorio marchigiano, a favore delle popolazioni che hanno vissuto l’esperienza del sisma.

          Il messaggio della Carovana del Cuore è Vivi Appassionatamente, motto inciso anche sui braccialetti arancioni che dal 2005 i volontari distribuiscono a tutti coloro che incontrano lungo il percorso.
          Un messaggio di speranza e coraggio che la Fondazione Paoletti quest’anno ha voluto condividere in particolare con le comunità marchigiane: “Far partire la Carovana del Cuore da questi territori – afferma Paoletti – ha un significato particolarmente speciale: vuol dire celebrare l’impegno di una comunità che oggi è chiamata a mettere in campo speranza, progettualità e resilienza, ovvero i valori al centro del percorso formativo che abbiamo appena concluso.  Riuscire a trasformare la vulnerabilità in un’opportunità di vita nuova riguarda ogni cittadino, nessuno escluso.  Vivere appassionatamente ci richiama ad un reale percorso evolutivo che l’uomo deve affrontare. L’evento vuole essere una celebrazione che testimonia l’impegno di un intera comunità: vivere in modo appassionato per apprezzare il dono della vita, accogliere il passato e utilizzare tutto questo  per guardare in modo nuovo al futuro”

          La partenza della Carovana del Cuore è avvenuta alle 19.10, al termine dell’incontro e degli interventi del sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, del sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, del vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Acquasanta Terme Luigi Capriotti, del presidente dell’Ordine degli Assisitenti Sociali Marzia Lorenzetti e della direttrice dell’ “Istituto di Ricerca per le neuroscienze, l’educazione e la didattica” della Fondazione, Tal Dotan Ben Soussan. Ad inaugurare la Carovana del Cuore, la responsabile della campagna Antonella Magnani.

          Per aggiornamenti su Carovana del Cuore 2017 segui la pagina facebook di Fondazione Patrizio Paoletti.

          Da Ascoli Piceno la partenza di Carovana del Cuore 2017

            carovanaDomani 21 luglio ad Ascoli Piceno Patrizio Paoletti inaugurerà la tredicesima edizione di Carovana del Cuore .

            Quest’anno si è voluto partire dalle Marche, un territorio fortemente colpito dal sisma di questo anno, perché sottolinea Paoletti,: “Far partire la Carovana del Cuore da questi territori ha un significato particolarmente speciale: vuol dire celebrare l’impegno di una comunità che oggi è chiamata a mettere in campo speranza, progettualità e resilienza“.

            Il  taglio del nastro avverrà intorno alle 19.30. Saranno presenti, oltre a Paoletti, anche il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci, la Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali Marche Maria Lorenzetti, la respondabile della Carovana del Cuore Antonella Magnani e il direttore dell’Istituto di Ricerca in neuroscienze, educazione e didattica della Fondazione Tal Dotan Ben-Soussan, che ci racconterà cosa significa vivere appassionatamente – il motto di Carovana del Cuore inciso sui braccialetti simbolo del progetto – dal punto di vista delle neuroscienze.

            La partenza dalle Marche rappresenta anche il coronamento di un importante progetto formativo di Fondazione Paoletti che in questi mesi si è sviluppato sul territorio marchigiano a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto: “Prefigurare il Futuro: metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità”.

            Sempre il 21 luglio Paoletti  terrà infatti – alle 17.30 presso il Palazzo dei Capitani di Ascoli – l’ultimo degli incontri del progetto dal titolo “Un me migliore di me” insieme a Tania di Giuseppe, psicologa e coordinatrice del progetto.

            Il progetto, sviluppatosi in questi mesi, ha visto grande partecipazione agli incontri grauiti aperti alla popolazione per fornire strumenti e tecniche per indagare e riattivare le proprie risorse interiori per affrontare al meglio lo stato di emergenza emotiva. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con i comuni di Ascoli Piceno, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, L’Ordine degli Assistenti Sociali Marche e l’Università di Camerino.

            Per partecipare all’incontro è possibile iscriversi on-line cliccando qui o inviando un SMS al numero 339 4831012 (indicando nome, cognome ed età).

            L’Intelligenza del Cuore – 2017
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