Articoli marcati con tag ‘fondazione patrizio paoletti’

“21 Minuti Avant-garde. Un’economia sostenibile”: una palestra per la Mente e per il Cuore

    muse

    Un evento di portata straordinaria, oltre 1000 persone hanno preso parte con grande entusiasmo il 18 novembre alla nona edizione di ’21 Minuti  Avant-garde. Un’economia sostenibile’ che si è tenuto al Teatro delle Muse di Ancona, evento realizzato da Fondazione Patrizio Paoletti, ente nazionale di ricerca e formazione in campo neuroscientifico e psicopedagogico, in collaborazione con UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.

    Patrizio Paoletti chairman e ideatore del format ha introdotto e accompagnato sul palcoscenico i protagonisti di 8 storie italiane di successo fatte di speranza, fede e innovazione, nel mondo dell’imprenditoria, della scienza, dell’economia, dell’ambiente e del terzo settore. Ciascuno ha condiviso con il pubblico la propria “impresa”, le difficoltà incontrate lungo il cammino, i valori che ne hanno guidato la realizzazione.

    “Denominatore comune delle testimonianze – spiega Paoletti – è la promozione dell’economia sostenibile, intesa come modo di agire a salvaguardia della società. A 21 Minuti, la narrazione dei percorsi professionali, personali, ideativi diventano suggerimento, ispirazione, strumento per imparare a utilizzare al meglio la nostra mente, per migliorarci e migliorare il mondo in cui viviamo. Per capire che esiste un mondo dove la tua vita è la mia vita”.

    L’evento è iniziato con l’intervento di Paoletti a cui sono seguiti quelli di: Pina Mengano Amarelli, pluripremiata imprenditrice nota anche come “Lady Liquirizia”, che ha trasformato l’antica e rinomata azienda di famiglia Amarelli Sas in un’eccellenza del food made in Italy, a seguire Franco De Felice, docente di Psicologia del Lavoro nei Servizi Socio Sanitari e Gestione dei Servizi Sociali all’Università di Urbino e Presidente di ‘AssCoop’, tra le prime cooperative sociali italiane. Ha chiuso la mattinata Stelvio Lorenzetti, AD di Eko Spa, coraggioso nell’intuire la necessità di riportare la produzione in Italia per investire nella qualità e rilanciare lo storico brand di strumenti musicali.

    Nel pomeriggio si sono susseguiti Giovanni Clementoni, A.D. della nota azienda di giocattoli Clementoni SpA, tra le prime nel mondo a fondere gioco e didattica. Poi Laura Gabrielli, vice-presidente del Gruppo Gabrielli di Ascoli Piceno, una delle aziende leader della grande distribuzione, da sempre attenta alle esigenze del territorio, esempio di come sia possibile crescere insieme alla propria gente; in seguito Valentino Magliaro, giovanissimo imprenditore e politico, scelto a soli 25 anni dalla ObamaFoundation per rappresentare l’Italia nel primo Summit dei Civic Leaders del 31 ottobre a Chicago. E’ stato poi la volta di Marco Astorri, padre di Minerv, la plastica creata con gli scarti degli zuccherifici in grado di biodegradarsi in quaranta giorni. Oggi la sua impresa Bio-on lavora per Minerv Biorecovery: una nuova tecnologia che potrebbe cambiare il futuro del pianeta e la qualità della vita di tutti eliminando l’inquinamento del petrolio in mare in tre settimane. Infine Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca, onlus che da 23 anni offre una risposta concreta ai bisogni sociali delle persone in stato di grave indigenza ed emarginazione. La sua volontà di trasformare l’approccio assistenzialistico in una vera e propria responsabilità con e verso i più deboli rappresenta la marcia in più che lo contraddistingue.

    Quest’anno “21 Minuti – dice Patrizio Paoletti – ha offerto a tutti una doppia opportunità: acquisire strumenti concreti per la propria formazione personale ispirandosi a modelli di successo sostenibili e prendere parte a una rete virtuosa di sostegno per dare continuità ai progetti della Fondazione Paoletti nelle zone colpite dal sisma”.

    Leggi la lettera di Remo Fiori – vice-presidente UCID Regione Marche – di ringraziamento per l’esperienza vissuta

    Guarda le dirette dell’evento sulla pagina Facebook di Patrizio Paoletti

    Leggi uno degli articoli usciti sull’evento: Avvenire

     

    “Insegniamo ai bambini a cambiare nel futuro che cambia”. Intervento alla Camera

      P_camera

      Mercoledì 15 novembre Patrizio Paoletti in qualità di Presidente della Fondazione omonima ha partecipato alla conferenza “Italia: poveri bambini. Per una definizione di bisogno che riscriva le regole dell’aiuto” presso la Camera dei Deputati.

      Una riflessione su come sia possibile affrontare questa povertà: sui bisogni dell’infanzia, su quali siano le priorità e quale il panorama delle misure a garanzia dei bambini in stato di indigenza. Tanti gli interventi: il Vice-presidente parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, On. Sandra Zampa e l’Autorità Garante Nazionale per l’InfanziaFilomena Albano.

      Paoletti è intervenuto con un contributo dal titolo “La povertà come abito della mente”“Non è possibile pensare di rispondere con una sola azione alla povertà. C’è bisogno di un approccio integrato, perchè la povertà porta con sé un problema più esteso, chiama più parti in causa e ha necessità di una risposta di insieme che faccia la differenza”.

      “La nostra vera ambizione deve diventare quella di dare una vita felice alle persone, molto di più che farle sopravvivere. Una vita felice è una vita gratificante, ricca. Possiamo farlo lavorando sull’ambiente. Sono gli ambienti che dominando sulla crescita del bambino: il bambino impara lì dove vive. Dobbiamo quindi portare la nostra attenzione alle abitudini e alle manifestazioni nella quali la crescita si svolge. Sollecitare l’eccellenza, certificare le tappe dello sviluppo del bambino attraverso un sistema comportamentale che non sia Sollecitazione-Risposta reattiva, ma che conservi il tempo della comprensione: Sollecitazione-Comprensione-Risposta. Daremo al bambino capacità di scelta se il bambino avrà imparato insieme a noi a immaginarsi cambiare nel futuro che cambia.”

      Paoletti ha sottolineato come oggi, anche grazie alle neuroscienze, abbiamo la straordinaria occasione di studiare i nostri processi interiori, che sono il motore della nostra capacità di prefigurare il futuro. “Rita Levi Montalcini ci ha lasciato incitandoci a dedicarci alla crescita dell’area valutativa del nostro cervello, l’unica capace di risanarci e migliorare la nostra società. I lobi prefrontali sono la sede della nostra capacità di prefigurazione, di cambiare nel mondo che cambia. Se oggi impariamo a prefigurare ciò che potrebbe accadere domani, saremo pronti a dare risposte più efficaci, anche a macro-problemi come la povertà”. In questo lavoro di pianificazione di una risposta, ha detto Paoletti, giocano un ruolo importantissimo le emozioni. Solo attraverso l’impegno e la continuità possiamo ridurre le nostre oscillazioni emozionali, che portano con sé frustrazione, rabbia, violenza e la rottura con l’altro. Dobbiamo allenarci a una gestione delle emozioni, all’espressione piena delle 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, dominio di sé, motivazione, empatia, abilità sociali.

      L’evento è stato promosso da “L’Albero della Vita” insieme a “Human Foundation”, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, l’ “Alleanza contro la povertà in Italia” e in collaborazione con la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

      Secondo i dati Istat relativi al 2016, in Italia 1 milione e 292mila bambini vivono in povertà assoluta, il 12,5% (contro il 10,9% degli under 18 nel 2015 e il 3,9% nel 2005), mentre è il 26,8% delle famiglie con tre o più bambini a trovarsi in questa condizione (dal 18,3% del 2015).

      “Scenografie dell’Anima” all’Università della Basilicata

         

        matera

        Un bellissimo contributo quello che Paoletti ha tenuto ieri – 9 ottobre – per la lezione magistrale tenuta in occasione dell’Opening Conference della Cattedra Unesco “Paesaggi culturali del Mediterraneo e Comunità dei saperi”.

        La lectio, una delle quattro previste sui temi strategici per la Cattedra UNESCO, delinea il percorso di ricerca e approfondimento della Fondazione nell’ambito della neuropsicopedagogia didattica: lo sviluppo umano verso i valori di convivenza pacifica e il dialogo, la necessità e la possibilità, attraverso approcci interdisciplinari, di costruire ambienti interni ed esterni capaci di risvegliare emozioni e pensieri connessi alle più profonde aspirazioni umane, presenti in ogni cultura.

        Lo speech dal titolo “Le scenografie dell’anima” ha toccato i temi che interessano da vicino la Cattedra: inclusione, condivisione di saperi, evoluzione, unità nella diversità.

        Paoletti ha fondato il suo intervento sui paesaggi culturali che non sono solo esterni, ma anche interni, perchè “è dalla conoscenza del nostro mondo interiore che si può ripartire per costruire un futuro di pace”.

        In un breve ma incisivo percorso, Paoletti ha voluto condividere un aspetto particolare di quella che è stata l’evoluzione della nostra specie che potremmo nominalizzare con una sintesi estrema contenuta dall’acronimo F.A.S.E..

        Paoletti ha ricordato che “abbiamo bisogno di una nuova Fase in grado di abbattere i muri,  in grado di creare all’interno dell’ambiente un contesto diverso da quello che fino ad oggi abbiamo generato”.

        L’arconimo che sta per filosofia, arte, scienza, economia ci indica la necessità dell’avvento di una nuova filosofia, una nuova arte, una nuova scienza e di una nuova economia. Queste 4 grandi aree dei saperi umani hanno guidato la nostra evoluzione da quando il nostro cervello è stato in grado di produrre quella speciale capacità che ci rende unici su questo pianeta che è la capacità di generare un pensiero astratto e attraverso di esso di produrre un’astrazione simbolica di senso attraverso la quale abbiamo immaginato di poter dare segnali del nostro mondo interiore al mondo che ci conteneva, che ci vedeva muoverci in esso.

        Paoletti ha chiuso l’incontro con un auspicio , quello di “vivere nell’ambiente come coloro che esprimono la volontà di colloquiare con esso, come coloro che esprimono la volontà di lasciare il segno della loro presenza, del loro passaggio, la comunicazione della loro volontà di condividere il divenire” scegliendo il futuro che si desidera vivere.

        All’università di Padova per parlare di Inclusione

          pd

          Il 5 ottobre durante la conferenza internazionale “Decent Work, Equity and Inclusion: Passwords for the Present and the Future” – realizzata dall’Università degli Studi di Padova in collaborazione con diversi partner internazionali – si è tenuto il simposio “Migliorare la qualità del lavoro nelle comunità: una ricerca interdisciplinare per crescere e far crescere” a cui la Fondazione Paoletti ha dato un importante contributo presentando una ricerca psicopedagogica, realizzata in partnership con la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università Sapienza di Roma nell’ambito della formazione degli operatori delle Organizzazioni No Profit che si occupano di servizi di accoglienza per minori a rischio marginalità sociale.

          Oltre a Tania Di Giuseppe, responsabile della ricerca psicopedagogica della Fondazione Paoletti; Elena Perolfi, responsabile del progetto Alta scuola di pedagogia per il terzo millennio; Grazia Serantoni, psicologa e ricercatrice dell’Università Sapienza di Roma; e Lara Sgobbi, responsabile dei servizi residenziali per minori di Fondazione Albero della Vita Onlus, è intervenuto portando un contributo personale Patrizio Paoletti.

          Paoletti ha sottolineato come questo evento abbia rappresentato un “importante momento di dialogo di un insieme su uno dei temi più importanti di questo momento storico della nostra struttura sociale: dobbiamo accettare una sfida oggi ed è la sfida dell’inclusione. L’inclusione non può che manifestarsi lì dove sorge una nuova comprensione, una nuova comprensione che non è il semplice prodotto di un lavoro individuale, ma è la  manifestazione di un contesto che genera all’interno della collettività che lo abita un moto: un moto proprio che va verso quel salto di consapevolezza che ci vede capaci di lasciare l’io a favore del noi e di – attraverso questo noi che si va a produrre  – incontrare l’altro da noi inteso come consapevolezza espansa che ci vede essere – come singoli – parte e – come parte – insieme”.

          Nell’ultimo giorno della conferenza è stato presentato inoltre un Manifesto per l’Inclusione, alla stesura del quale la Fondazione Paoletti ha contribuito in collaborazione con personalità di fama internazionale che si occupano di educazione, formazione continua, economia, counseling, ecc. L’idea alla base del contributo di Paoletti al Manifesto è che la crescita inclusiva e sostenibile non sia più solo un obiettivo auspicabile per il nostro futuro, ma una necessità stringente, perché ad essa è direttamente collegata la pace che deve iniziare innanzitutto “da noi stessi e dal nostro mondo interiore”. La capacità di essere inclusivi è “un processo neurologico. E’ la capacità del cervello umano di riorganizzare i dati in suo possesso con fini più alti di quelli personali, un processo inclusivo-selettivo che deve vedere l’altro, il diverso, in grado non solo di essere accolto, ma anche nutrito, al fine di essere reso libero nella sua capacità produttiva”.

           

          “Inner Design Technology an the Art of Meditation” all’Università Bar-Ilan

             

            bar_ilan

            Paoletti ha tenuto una lezione dal titolo “Inner Design Technology an the Art of Meditation” presso l’Università Bar-Ilan di Tel Aviv il  9 settembre in cui ha inizialmente spiegato che il lavoro della sua Fondazione è incentrato su un’idea di base: “l’uomo che conosciamo oggi può ambire a diventare migliore, può ambire a rispondere in modo diverso alle domande che si pone, cambiando se stesso e, in questo modo, partecipare al cambiamento sociale”.

            Ed è per questo che la Fondazione è un ente che si pone il proposito di “produrre una ricerca neuro psicopedagogica al fine di creare una nuova didattica, un nuovo modo di trasferire il sapere, che non si riduca all’archiviazione ma allo sviluppo della dimensione cognitiva e della consapevolezza.”

            La lezione – attraverso esempi chiarificatori, del percorso neurologico che il cervello compie nel processo di apprendimento, passando da Leonardo da Vinci ad Escher – ha permesso ai partecipanti di comprendere quali siano i passaggi fondamentali per la creazione di un nuovo noi stessi: “noi siamo ciò che frequentiamo, ciò che frequentiamo modifica la struttura del nostro cervello. Il cervello è plastico e cambia in relazione a ciò che riceve, perciò oggi sappiamo – e anche la neuroscienza lo conferma – che è importante affermare una cultura del bello, buono, del vero e del giusto; una cultura  che ci veda capaci di produrre per l’umanità una nuova fase, una nuova idea filosofica in grado di ridisegnare noi stessi consentendoci di attribuire a noi stessi un vantaggio  migliorativo” possibile grazie ad un concetto molto semplice: l’allenamento.

            L’allenamento, spiega Paoletti,  è “concetto migliorativo perché comprende una valutazione di ciò che sono nell’istante in cui inizio e la prefigurazione di ciò che diventerò quando avrò finito: non è la semplice ripetizione di un movimento o il semplice richiamo ad una condizione interiore ma è la comprensione che ogni ripetizione porta in me una nuova capacità che renderà quella successiva migliore.”

            Guarda la diretta Facebook

            L’Intelligenza del Cuore – 2017
            Domande & Risposte – 2016
            Appuntamenti
            Contatti
            Nome
             
            E-Mail
             
            Messaggio
             

            Archivio