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“Insegniamo ai bambini a cambiare nel futuro che cambia”. Intervento alla Camera

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    Mercoledì 15 novembre Patrizio Paoletti in qualità di Presidente della Fondazione omonima ha partecipato alla conferenza “Italia: poveri bambini. Per una definizione di bisogno che riscriva le regole dell’aiuto” presso la Camera dei Deputati.

    Una riflessione su come sia possibile affrontare questa povertà: sui bisogni dell’infanzia, su quali siano le priorità e quale il panorama delle misure a garanzia dei bambini in stato di indigenza. Tanti gli interventi: il Vice-presidente parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, On. Sandra Zampa e l’Autorità Garante Nazionale per l’InfanziaFilomena Albano.

    Paoletti è intervenuto con un contributo dal titolo “La povertà come abito della mente”“Non è possibile pensare di rispondere con una sola azione alla povertà. C’è bisogno di un approccio integrato, perchè la povertà porta con sé un problema più esteso, chiama più parti in causa e ha necessità di una risposta di insieme che faccia la differenza”.

    “La nostra vera ambizione deve diventare quella di dare una vita felice alle persone, molto di più che farle sopravvivere. Una vita felice è una vita gratificante, ricca. Possiamo farlo lavorando sull’ambiente. Sono gli ambienti che dominando sulla crescita del bambino: il bambino impara lì dove vive. Dobbiamo quindi portare la nostra attenzione alle abitudini e alle manifestazioni nella quali la crescita si svolge. Sollecitare l’eccellenza, certificare le tappe dello sviluppo del bambino attraverso un sistema comportamentale che non sia Sollecitazione-Risposta reattiva, ma che conservi il tempo della comprensione: Sollecitazione-Comprensione-Risposta. Daremo al bambino capacità di scelta se il bambino avrà imparato insieme a noi a immaginarsi cambiare nel futuro che cambia.”

    Paoletti ha sottolineato come oggi, anche grazie alle neuroscienze, abbiamo la straordinaria occasione di studiare i nostri processi interiori, che sono il motore della nostra capacità di prefigurare il futuro. “Rita Levi Montalcini ci ha lasciato incitandoci a dedicarci alla crescita dell’area valutativa del nostro cervello, l’unica capace di risanarci e migliorare la nostra società. I lobi prefrontali sono la sede della nostra capacità di prefigurazione, di cambiare nel mondo che cambia. Se oggi impariamo a prefigurare ciò che potrebbe accadere domani, saremo pronti a dare risposte più efficaci, anche a macro-problemi come la povertà”. In questo lavoro di pianificazione di una risposta, ha detto Paoletti, giocano un ruolo importantissimo le emozioni. Solo attraverso l’impegno e la continuità possiamo ridurre le nostre oscillazioni emozionali, che portano con sé frustrazione, rabbia, violenza e la rottura con l’altro. Dobbiamo allenarci a una gestione delle emozioni, all’espressione piena delle 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, dominio di sé, motivazione, empatia, abilità sociali.

    L’evento è stato promosso da “L’Albero della Vita” insieme a “Human Foundation”, il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, l’ “Alleanza contro la povertà in Italia” e in collaborazione con la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

    Secondo i dati Istat relativi al 2016, in Italia 1 milione e 292mila bambini vivono in povertà assoluta, il 12,5% (contro il 10,9% degli under 18 nel 2015 e il 3,9% nel 2005), mentre è il 26,8% delle famiglie con tre o più bambini a trovarsi in questa condizione (dal 18,3% del 2015).

    “21 Minuti Avant-garde. Un’economia sostenibile”


      Paoletti

      Sabato 18 novembre 2017, alle ore 11.00 presso il Teatro delle Muse, si terrà “21 Minuti Avant-garde – Un’economia sostenibile”, nona edizione della conference internazionale e multimediale ideata da Patrizio Paoletti dedicata alle idee in grado di ripensare il mondo, che riunisce speaker d’eccellenza, tra le migliori menti del pianeta.

      L’evento, organizzato Fondazione Patrizio Paoletti in collaborazione con UCID, diventa raccolta fondi per dare continuità al progetto post-sisma di Fondazione “Prefigurare il futuro: strumenti e tecniche per potenziare Speranza e Progettualità”, percorso formativo itinerante realizzato nell’estate 2017 ad Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Ascoli Piceno e Camerino. Maggiori info qui

      “21 Minuti – afferma il presidente Patrizio Paoletti – quest’anno offrirà a tutti una doppia opportunità: acquisire strumenti concreti per la propria formazione personale ispirandosi a modelli di successo sostenibili e prendere parte ad una rete virtuosa di sostegno per dare continuità ai progetti della Fondazione Patrizio Paoletti nelle zone colpite dal sisma”.

      Fiducia, speranza e fede sono i valori-guida di “21 Minuti Avant-garde”: da essi traggono forza le aspirazioni dell’uomo per diventare idee, visioni, progetti, azioni sostenibili. Sul palcoscenico del Teatro delle Muse si alternano 8 testimonial, uomini e donne di successo che, mettendo questi valori al centro della loro vita, hanno intuito cos’è l’economia sostenibile: beneficio e innovazione per sé stessi e la collettività.

      “Denominatore comune delle testimonianze – spiega Paoletti – è la promozione dell’economia sostenibile, intesa come modo di agire a salvaguardia della società. A 21 Minuti, la narrazione dei percorsi professionali, personali, ideativi diventano suggerimento, ispirazione, strumento per imparare ad utilizzare al meglio la nostra mente, per migliorarci e migliorare la società in cui viviamo”.

      La partecipazione è gratuita con la possibilità di poter contribuire con una libera donazione sul sito, clicca qui

      Per ulteriori informazioni eventi@fondazionepatriziopaoletti.org

      “Scenografie dell’Anima” all’Università della Basilicata

         

        matera

        Un bellissimo contributo quello che Paoletti ha tenuto ieri – 9 ottobre – per la lezione magistrale tenuta in occasione dell’Opening Conference della Cattedra Unesco “Paesaggi culturali del Mediterraneo e Comunità dei saperi”.

        La lectio, una delle quattro previste sui temi strategici per la Cattedra UNESCO, delinea il percorso di ricerca e approfondimento della Fondazione nell’ambito della neuropsicopedagogia didattica: lo sviluppo umano verso i valori di convivenza pacifica e il dialogo, la necessità e la possibilità, attraverso approcci interdisciplinari, di costruire ambienti interni ed esterni capaci di risvegliare emozioni e pensieri connessi alle più profonde aspirazioni umane, presenti in ogni cultura.

        Lo speech dal titolo “Le scenografie dell’anima” ha toccato i temi che interessano da vicino la Cattedra: inclusione, condivisione di saperi, evoluzione, unità nella diversità.

        Paoletti ha fondato il suo intervento sui paesaggi culturali che non sono solo esterni, ma anche interni, perchè “è dalla conoscenza del nostro mondo interiore che si può ripartire per costruire un futuro di pace”.

        In un breve ma incisivo percorso, Paoletti ha voluto condividere un aspetto particolare di quella che è stata l’evoluzione della nostra specie che potremmo nominalizzare con una sintesi estrema contenuta dall’acronimo F.A.S.E..

        Paoletti ha ricordato che “abbiamo bisogno di una nuova Fase in grado di abbattere i muri,  in grado di creare all’interno dell’ambiente un contesto diverso da quello che fino ad oggi abbiamo generato”.

        L’arconimo che sta per filosofia, arte, scienza, economia ci indica la necessità dell’avvento di una nuova filosofia, una nuova arte, una nuova scienza e di una nuova economia. Queste 4 grandi aree dei saperi umani hanno guidato la nostra evoluzione da quando il nostro cervello è stato in grado di produrre quella speciale capacità che ci rende unici su questo pianeta che è la capacità di generare un pensiero astratto e attraverso di esso di produrre un’astrazione simbolica di senso attraverso la quale abbiamo immaginato di poter dare segnali del nostro mondo interiore al mondo che ci conteneva, che ci vedeva muoverci in esso.

        Paoletti ha chiuso l’incontro con un auspicio , quello di “vivere nell’ambiente come coloro che esprimono la volontà di colloquiare con esso, come coloro che esprimono la volontà di lasciare il segno della loro presenza, del loro passaggio, la comunicazione della loro volontà di condividere il divenire” scegliendo il futuro che si desidera vivere.

        All’università di Padova per parlare di Inclusione

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          Il 5 ottobre durante la conferenza internazionale “Decent Work, Equity and Inclusion: Passwords for the Present and the Future” – realizzata dall’Università degli Studi di Padova in collaborazione con diversi partner internazionali – si è tenuto il simposio “Migliorare la qualità del lavoro nelle comunità: una ricerca interdisciplinare per crescere e far crescere” a cui la Fondazione Paoletti ha dato un importante contributo presentando una ricerca psicopedagogica, realizzata in partnership con la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università Sapienza di Roma nell’ambito della formazione degli operatori delle Organizzazioni No Profit che si occupano di servizi di accoglienza per minori a rischio marginalità sociale.

          Oltre a Tania Di Giuseppe, responsabile della ricerca psicopedagogica della Fondazione Paoletti; Elena Perolfi, responsabile del progetto Alta scuola di pedagogia per il terzo millennio; Grazia Serantoni, psicologa e ricercatrice dell’Università Sapienza di Roma; e Lara Sgobbi, responsabile dei servizi residenziali per minori di Fondazione Albero della Vita Onlus, è intervenuto portando un contributo personale Patrizio Paoletti.

          Paoletti ha sottolineato come questo evento abbia rappresentato un “importante momento di dialogo di un insieme su uno dei temi più importanti di questo momento storico della nostra struttura sociale: dobbiamo accettare una sfida oggi ed è la sfida dell’inclusione. L’inclusione non può che manifestarsi lì dove sorge una nuova comprensione, una nuova comprensione che non è il semplice prodotto di un lavoro individuale, ma è la  manifestazione di un contesto che genera all’interno della collettività che lo abita un moto: un moto proprio che va verso quel salto di consapevolezza che ci vede capaci di lasciare l’io a favore del noi e di – attraverso questo noi che si va a produrre  – incontrare l’altro da noi inteso come consapevolezza espansa che ci vede essere – come singoli – parte e – come parte – insieme”.

          Nell’ultimo giorno della conferenza è stato presentato inoltre un Manifesto per l’Inclusione, alla stesura del quale la Fondazione Paoletti ha contribuito in collaborazione con personalità di fama internazionale che si occupano di educazione, formazione continua, economia, counseling, ecc. L’idea alla base del contributo di Paoletti al Manifesto è che la crescita inclusiva e sostenibile non sia più solo un obiettivo auspicabile per il nostro futuro, ma una necessità stringente, perché ad essa è direttamente collegata la pace che deve iniziare innanzitutto “da noi stessi e dal nostro mondo interiore”. La capacità di essere inclusivi è “un processo neurologico. E’ la capacità del cervello umano di riorganizzare i dati in suo possesso con fini più alti di quelli personali, un processo inclusivo-selettivo che deve vedere l’altro, il diverso, in grado non solo di essere accolto, ma anche nutrito, al fine di essere reso libero nella sua capacità produttiva”.

           

          Nuovo appuntamento del ciclo “I dodici benefici della Mente”

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            Il primo ottobre a San Marino si è tenuto uno degli incontri dedicati alla School of Self-Awareness. Un percorso durante il quale Patrizio Paoletti ha indagato gli strumenti necessari per passare da una vita accidentale, in cui tutto ci accade ad un altra dove invece è possibile prefigurare il futuro che vogliamo, rispondendo alla domanda: “Qual’è la vita che voglio?”
            Un percorso di consapevolezza in cui è necessario trovare uno stato di bioeuritmia, ovvero il giusto ritmo della vita che ci permette di essere in grado di cogliere l’opportunità che la vita periodicamente offre, comprendendo che ciò che accidentalmente accade può rappresentare non più un limite, ma una fonte di allenamento. Paoletti ha sottolineato l’importanza – come passo iniziale – di “imparare ad essere pronti prefigurando ciò che veramente desidero così da poterlo cogliere appena la vita ce lo presenterà.”
            In questo percorso di studio del nostro mondo interiore ci sono due pilastri fondamentali da cui non si può prescindere e cioè: imparare ad sviluppare volontà ed attenzione per essere pronti quando l’opportunità si presenta, muovendosi così verso la possibilità di costruire il proprio destino. Un destino che, ricorda Paoletti, prevede me stesso in relazione agli altri dove la mia crescita è interconnessa alla crescita dell’insieme ed è pertanto essenziale sviluppare “l’abitudine ad un agire che costantemente consideri l’opportunità contenuta nella relazione come crescita personale e dell’insieme, innescando il processo di continuo miglioramento al fine di generare perenne felicità.”

             

            L’Intelligenza del Cuore – 2017
            Domande & Risposte – 2016
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